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I sistemi di controllo di Automazione Industriale: a che punto siamo

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È un periodo storico in cui la tecnologia digitale sta influenzando la quotidianità. L’evoluzione dei semplici “telefonini” in smartphone e tablet è avvenuta nell’ultimo decennio in modo molto rapido e questo ha modificato abitudini e relazioni, non sempre positivamente, e talvolta anche con funzioni e necessità secondarie.
La stessa rapidità di cambiamento, seppur in termini relativi, si è verificata per le soluzioni di controllo industriali, in particolare per quelli definiti “revamping”.
Per chi ha vissuto l’installazione dei primi sistemi di controllo di automazione industriale negli anni ’80, quando questi sistemi erano visti come delle “black box” e i programmatori degli “stregoni” che facevano partire gli impianti, ritrovare ancora oggi delle soluzioni di controllo di allora negli impianti industriali pone dei quesiti e degli interrogativi:
1) Perché un’azienda, che basa il proprio business sulla produzione in scala industriale di prodotti a largo consumo, non è particolarmente attenta alla possibilità di fault definitivo dei sistemi di controllo dei propri impianti, ormai obsoleti e talvolta senza ricambi disponibili?
2) I System Integrator svolgono un’adeguata opera di prevenzione e consulenza a riguardo o si preoccupano di curare il proprio “orto” presso i clienti?
3) Esistono degli strumenti di leva (finanziaria e/o fiscale) che permettono di spingere l’investimento nella direzione della sostituzione dei sistemi obsoleti?

La sostituzione dei sistemi di controllo va pianificata con criterio e in tempi di esecuzione adeguati, tenendo in considerazione le indicazioni che arrivano dal mercato, quindi dai maggiori player dell’automazione e dai relativi consulenti professionali, intesi come System Integrator; questo non significa sostituire tout court l’installato ma analizzare e studiare le singole situazioni, capendo che architetture di controllo centralizzate di 20 anni fa vanno ridefinite e distribuite per permettere un uso più efficiente degli impianti stessi e al passo con le attuali tecnologie.
Per quanto riguarda il punto 3 sono in atto, da anni, politiche di incentivazione per la sostituzione dei sistemi di controllo da parte dei maggiori player di mercato; a questi si aggiungono le politiche di defiscalizzazione legate al Piano Industria 4.0.
Le politiche di defiscalizzazione per il rinnovamento delle strutture industriali sono state introdotte qualche anno fa in Italia dal “piano Calenda”. L’obiettivo era incentivare la dismissione di impianti e macchinari obsoleti a vantaggio di nuovi sistemi produttivi integrati con le tecnologie innovative attraverso vantaggi fiscali importanti per le aziende aderenti al piano, definiti, in modo sintetico, nelle forme di “superammortamento” e di “iperammortamento” a seconda del tipo di investimento effettuato in ambito solamente software o hardware + software (meccanico/elettrico + software).
I parametri economici e contabili relativi alla defiscalizzazione sono stati rivisti e modificati dai governi che si sono succeduti dal 2017 ad oggi, mantenendo comunque sempre un’importante leva finanziaria finalizzata ad incentivare l’investimento specifico; va, inoltre, considerato che non tutti i governi europei hanno sviluppato forme di facilitazione fiscale legati all’innovazione tecnologica degli impianti, quindi in Italia l’investimento dovrebbe essere stato valutato dal mondo imprenditoriale più favorevolmente rispetto agli altri paesi dell’area.
In termini tecnici e sintetizzando le norme che regolamentano l’investimento imprenditoriale si può definire in linea generale come aderente al Piano Industria 4.0 un’attività che sostituisce o migliora un impianto industriale collegandolo ai sistemi informativi di fabbrica, rendendo connessi de facto gli ambienti IT (Information Technology) e OT (Operation Technology); questo principio guida, a cui poi fanno riferimento le altre normative specifiche del Piano Industria 4.0, certifica la necessità di interconnettere definitivamente gli ambienti industriali, portando il “dato produttivo” dal sensore di macchina fino al cloud.
Ritengo, quindi, che i mezzi tecnici, le figure professionali adeguate, ed ora, anche le coperture economiche incentivanti siano a disposizione per gestire i passaggi fondamentali di investimenti non più procrastinabili.
Siamo a disposizione per approfondire ulteriori dettagli sul tema del revamping e studiare i casi specifici proposti.

Gianluca Danesin
CEO & Founder DSG Automation
Presidente CdA DSG Robotics
Presidente CdA D4I

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