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Digitalizzazione, automazione, robotica … e gli investimenti?

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Durante una recente riunione tecnico-commerciale presso un cliente, con argomento “Piano Industria 4.0: quali sono le condizioni da soddisfare per rientrare nell’iperammortamento”, illustravo alcune opzioni relative alla realtà aumentata e all’utilizzo di semplici tablet per gestire al meglio le fasi di manutenzione e ricerca guasti. Durante la riunione mi sono sentito rispondere, da chi decide eventuali investimenti, che “È meglio se torniamo coi piedi per terra…”.

Da questa frase parte lo spunto di oggi perché ritengo che ci sia “confusione” sul tema, per usare un eufemismo, e che spesso l’investimento in tecnologia non sia strutturale e pianificato bensì effettuato a fini esclusivamente contabili, dato l’aiuto governativo in atto.

Considerato che in altri paesi guida europei (la Germania per esempio) il progetto Industry 4.0 è in opera da qualche anno senza incentivi fiscali, ritengo sia fondamentale far capire innanzitutto i vantaggi di questo piano, in particolare dal punto di vista dell’ammodernamento degli impianti produttivi, dato il nostro ritardo importante e crescente da questo punto di vista rispetto agli altri paesi leader.

L’investimento in automazione, robotica e digitalizzazione porta ovviamente un vantaggio in termini di efficienza produttiva: su questo ritengo ci siano pochi approfondimenti ulteriori da mettere sul tavolo, data la ripetitività e la costanza dell’azione della macchina rispetto all’intervento umano.

Un vantaggio intrinseco portato dall’investimento è quello della certezza del dato, sia in termini di rintracciabilità del prodotto che di archiviazione storica: in settori dove possiamo portare esperienza di applicazione e competenza su temi normativi (mi riferisco al farmaceutico e all’alimentare) sapere cosa si è prodotto, come lo si è prodotto e a chi si è venduto un determinato articolo è fondamentale per abbattere inefficienze di gestione, contestazioni e rientri di materiali anomali. Questa procedura, obbligatoria per alcuni settori, diventa standard “de facto” in ottica 4.0, permettendo una gestione snella, certa ed “indolore” della produzione anche in settori che non richiedono per normativa l’applicazione di questi parametri.

Un altro vantaggio importante, per chi ha esperienza di gestione di impianti, è avere costantemente sotto controllo lo stato della manutenzione dei componenti dell’impianto e la possibilità di intervenire preventivamente su questi: quanti “fermi di produzione” inopportuni vengono evitati inserendo questi strumenti digitali? Possiamo quantificarli contabilmente?

Toccando 3 semplici punti (automazione, storicizzazione dei dati, controllo della manutenzione) sono emersi dei parametri contabili che danno da soli vantaggi e ritorni tali da giustificare l’investimento, senza necessità di fiscalità migliorative provenienti da Roma.

  Digitalizzazione, automazione, robotica … e gli investimenti? 

Se poi la risposta di convenienza locale è “Abbiamo sempre prodotto così …”, l’invito è quello di fare qualche visita in impianti produttivi fuori dall’Italia, non solo in paesi sviluppati ma anche in realtà emergenti, dove i temi dell’automazione, della robotica, della digitalizzazione della produzione sono costantemente applicati: ci si potrà in questo modo rendere conto oggettivamente quindi del differente passo evolutivo in atto, a tutto vantaggio di chi queste tecnologie le ha rese operative.

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